Il ruolo della nostra Mente

Prima di scoprire come applicare la Gastrofisica, dobbiamo comprendere che essa ci è sempre appartenuta. Dal momento in cui scegliamo gli arredi e la mise-en-place per il nostro ristorante o, viceversa, quando entriamo in un ristorante come commensali, i nostri 5 sensi sono sottoposti a degli stimoli. La temperatura dell’ambiente, il colore delle tovaglie, l’accoglienza del servizio, il sapore della cucina. Ogni cosa manifesta la propria Gastrofisica.

Lascia che ti spieghi…

Immagina di trovarti in un ristorante in cui l’atmosfera è accogliente, l’arredamento ricercato e la cucina impeccabile. La mise-en-place è di quel genere che vorresti replicare in casa tua e il conto finale è in linea con la tua esperienza. Eppure il servizio è stato scortese, sbrigativo, scostante.

Ci torneresti? Non credo proprio.

Applicare la Gastrofisica Eatens

Questo succede perché, nonostante i nostri 5 sensi siano stati pienamente soddisfatti, colui che determina la nostra esperienza complessiva è il cervello.

Ti sei mai chiesto come mai continui a tornare in quel ristorante, in cui la cucina è nella media e l’arredo potrebbe essere rinnovato?

Probabilmente perché ti ci senti affezionato, a fine pasto ti offrono quel cioccolatino che adori e ti accolgono sempre con il sorriso.

In questo caso il tuo cervello ha elaborato quest’esperienza registrandola come un’emozione positiva, perciò tornerai in questo ristorante non tanto perché mangi divinamente bensì per come ti fa sentire essere lì.

Dove voglio arrivare?

Voglio dirti che le nostre esperienze culinarie sono influenzate dalle nostre emozioni, percepite da tutti i 5 sensi e filtrate dal nostro cervello.

Il colore di un piatto può amplificare il gusto del cibo che lo accompagna, il peso delle posate ha il potere di giustificare il prezzo elevato di un determinato piatto e l’attenzione del personale completa il cerchio di soddisfazione dei tuoi sensi.

Dunque, come riconoscere e applicare la Gastrofisica?

Gli studi sulla Gastrofisica hanno evidenziato che le forme, i colori e l’atmosfera giocano un ruolo importante sulla psicologia che sta dietro ad ogni esperienza culinaria e governa le nostre sensazioni e percezioni.

C’è differenza tra una pasta al peperoncino servita sul piatto bianco rotondo e la stessa pasta al peperoncino servita su un piatto triangolare rosso.

Perché?

Perché il nostro cervello associa il triangolo alla sensazione di pericolo ed il colore rosso (in questo contesto) al sapore piccante. Dunque, quella stessa pasta, ti sembrerà più piccante nel piatto triangolare rosso piuttosto che nell’altro.

Vale lo stesso per la carbonara servita su un piatto da risotto giallo. Sembrerà più cremosa per la sinuosità delle curve del cerchio e il sapore dell’uovo verrà amplificato dall’effetto “ton sur ton” del colore giallo.

E ancora, una mousse alla fragola potrebbe essere servita con una posata rivestita di tessuto in ecopelliccia (solo il manico, ovviamente!) per amplificare la percezione di sofficità attraverso il tatto.

 

Per concludere…

Per applicare la Gastrofisica, inizia a dare ascolto alle sensazioni che ti suscitano i colori, accarezza la materia, sentine il peso, bilancia le forme… Studia le tue ricette in base alla mise-en-place che hai o viceversa: scegli la mise-en-place in base alle tue ricette.

Ho ancora molte cose di cui parlarti, ad esempio come effettuare la giusta scelta delle posate o come creare un’esperienza personalizzata per ogni singolo commensale. I consigli e gli approfondimenti sulla Gastrofisica sono davvero tanti!

Ti aspetto nel blog 😉

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